La Lega e i russi: la netwar è cominciata

Le nuove guerre non si dichiarano. Non terminano con un trattato di pace. Non prevedono prigionieri né rispetto dei diritti civili. Si sviluppano in maniera sotterranea, danneggiando infrastrutture nemiche e, soprattutto, modificando in modo subdolo le convinzioni dell’opinione pubblica. È quello che sta accadendo davanti ai nostri occhi, secondo un Libro Bianco di fonte Usa. E i russi stanno vincendo   

Leggi tutto “La Lega e i russi: la netwar è cominciata”
Aiutaci a dialogare con tutti

Intelligenza artificiale e giornalismo: alla ricerca del Lettore Modello

Qual è il Lettore Modello in rete? Google! L’unico che legge ogni articolo dall’inizio alla fine, ne valuta stile, coerenza interna, originalità. Tutti scriviamo per lui. Anche i nuovi software di intelligenza artificiale adottati dai giornali. Ecco come – e perché – funzionano

Leggi tutto “Intelligenza artificiale e giornalismo: alla ricerca del Lettore Modello”
Aiutaci a dialogare con tutti

Salvini lava più bianco (di Zingaretti)

Nella campagna online per le recenti elezioni europee il Pd ha speso più della Lega. Ma ha usato messaggi generici e meno personalizzati. Mentre la Lega ha puntato tutto sul Capitano e sugli argomenti suggeriti da Google Trends. E la Bestia, tanto decantata dai media, ha usato solo un po’ di buon senso populista. Radiografia di due strategie digitali

Leggi tutto “Salvini lava più bianco (di Zingaretti)”
Aiutaci a dialogare con tutti

Facebook batte moneta

Libra, la criptovaluta di Facebook
Libra, la criptovaluta di Facebook

Sarà una “stablecoin”, e il suo nome definitivo dovrebbe essere Libra.  è la criptovaluta che Zuckerberg vuole lanciare suol mercato. Per consentire gli scambi non solo nel mondo virtuale dei suoi social network, ma anche nel mondo reale. Facendo concorrenza alle carte di credito. Zero commissioni e accesso totale ai nostri scambi commerciali. Ci riuscirà?   

Leggi tutto “Facebook batte moneta”
Aiutaci a dialogare con tutti

Il divorzio difficile tra i social e il business delle fake news

La reputazione di Facebook scende al 94esimo posto su cento aziende. Ma anche gli altri giganti digitali perdono colpi. E temono duri interventi regolatori. Così cominciano a occuparsi seriamente delle notizie false. Che fino a ieri erano parte importante del loro business 

Leggi tutto “Il divorzio difficile tra i social e il business delle fake news”
Aiutaci a dialogare con tutti

Se il successo di Tinder ci rende meno razzisti

La app che facilita gli incontri di coppia ha più di dieci milioni di utenti attivi ogni giorno. Un’attività che garantisce a Match.com profitti da quasi mezzo miliardo di dollari nel primo trimestre 2019. Radiografia di una azienda che sta cambiando profondamente le modalità con cui le coppie si formano. E persino i rapporti inter-razziali

Leggi tutto “Se il successo di Tinder ci rende meno razzisti”
Aiutaci a dialogare con tutti

Spezzare Facebook non basta. Lasciamo che i social network parlino tra loro

Zuckerberg e Hughes
Ritratto dei fondatori di Facebook da giovani: Mark Zuckerberg e Chris Hughes

I social network sono diventati come le reti del telefono, del gas, dell’energia elettrica: un servizio pubblico. Che non può appartenere a una sola azienda. Solo creando uno standard che obblighi le diverse piattaforme a dialogare tra loro si può risolvere il problema. Ecco perché

Leggi tutto “Spezzare Facebook non basta. Lasciamo che i social network parlino tra loro”
Aiutaci a dialogare con tutti

Sorpresa, le nuove élites sono le stesse di ieri

Trump sul New York Times
Trump sul New York Times

Trump, Farage, Putin, Grillo. Come sempre, i nuovi potenti provengono dalle fila dei miliardari, dalle grandi università, dai servizi segreti, dal dorato mondo dello spettacolo… Ma oggi il nuovo potere è più concentrato e irraggiungibile, perché nell’era della disintermediazione si rivolge direttamente al popolo. Spazzando via i corpi intermedi.

Leggi tutto “Sorpresa, le nuove élites sono le stesse di ieri”
Aiutaci a dialogare con tutti

Perché i memi sono come il cioccolato

Meme contro Hillary Clinton circolato nel novembre 2016 soprattutto tra gli esponenti della destra religiosa dei fondamentalisti evangelici americani

I memi sono il formato editoriale più idoneo alla propagazione delle informazioni tramite passaparola attraverso la Rete. Raggiungono audience molto vaste, catturano l’attenzione degli utenti e ne conquistano il favore, in modo tale da motivarli a rilanciare il contenuto verso i loro contatti sui social media e nella rubrica email. La struttura dei memi è articolata su due piani: il primo è costituito da un’immagine o da una breve animazione che spesso sono tratti da notizie di cronaca, film o archivi delle subculture di Internet. Il secondo è composto da una didascalia, sovrapposta in modo arbitrario allo strato figurativo, con l’effetto di modificarne l’interpretazione in chiave parodistica. Nella composizione finale, il meme descrive una breve storia che sottintende un giudizio morale. Spesso il messaggio è umoristico, o sarcastico, ma punta direttamente alla pancia dell’utente, suscitando talvolta intolleranza e rabbia. 

Leggi tutto “Perché i memi sono come il cioccolato”
Aiutaci a dialogare con tutti

Memi contro la libertà

Meme divulgato dal profilo Instagram di the_typical_liberal
Meme divulgato dal profilo Instagram di the_typical_liberal, che conta quasi un milione di follower e irride ai valori della sinistra americana

Le istituzioni politiche dei paesi occidentali legittimano il loro potere sul consenso popolare, non sulla libertà dei cittadini: per questo la dieta informativa dell’opinione pubblica è composta in larga misura da memi (che si occupano di divertimento e di emozioni) e non da notizie – che invece insistono sul regno della verità, dell’opinione, della libertà. I memi si impongono alla comprensione degli utenti senza bisogno dell’impegno della lettura; propongono un’informazione senza dover affrontare argomenti e sfidare tesi contrapposte; diffondono tesi attraverso la semiotica della parodia e del grottesco, aggirando le regole della responsabilità degli autori, e degli editori, per le falsità che vengono sostenute e messe in circolazione. Soprattutto, cambiano il medium che sostiene la loro diffusione, transitando dall’identità costruita negli anni delle testate giornalistiche all’anonimato dei profili sui social media. Ecco alcuni esempi su come, inventando memi e usando in modo appropriato i social, si può deformare la verità e moltiplicare i follower.

Leggi tutto “Memi contro la libertà”
Aiutaci a dialogare con tutti